Lei proseguì e raccontò di un inglese che in Oriente si era fatto tatuare sull’ombelico il dio della ricchezza ed era diventato talmente ricco che dava senza chiedere nulla in cambio.
“E tu hai dato subito tutto a qualcun altro, non è vero?”, la punzecchiò Barbetta di camoscio.
“Non più. Ormai ero furba e avara. A volte mi pare che sia stata solo una moda che si dovesse avere uno a cui dare tutto, amore e denaro”.
“E noi avevamo pensato invece che fosse un’istituzione eterna, quasi una legge di natura”, osservai io.